Per oltre sei anni Anthony Fauci è stato il volto della risposta americana alla pandemia. Ogni sua conferenza stampa, ogni intervista e ogni dichiarazione sono state analizzate in tutto il mondo. Ma c’era una parte della sua storia che nessuno conosceva.
Ogni sera, lontano dalle telecamere, Fauci annotava ciò che accadeva dietro le quinte: incontri riservati, telefonate, dubbi, decisioni e riflessioni personali.
Quelle pagine sono rimaste private fino a oggi.
Perché i diari sono stati pubblicati?
La loro diffusione non è stata una scelta di Fauci. I diari sono stati acquisiti nell’ambito dell’indagine del Senato degli Stati Uniti sulle origini e sulla gestione della pandemia di Covid-19. Successivamente, il presidente della Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, il senatore Rand Paul, ne ha autorizzato la pubblicazione insieme ad altro materiale raccolto durante l’inchiesta. L’edizione oggi disponibile riproduce le annotazioni personali di Fauci tra il 2019 e il 2022, insieme ai documenti e agli articoli che aveva conservato in quel periodo.
Da quando sono stati resi pubblici, i diari sono finiti al centro dell’attenzione dei media americani.
Ma non tanto per quello che raccontano sulla gestione della pandemia.
C’è un altro motivo.

Un viaggio nei giorni in cui nessuno sapeva cosa stesse accadendo
Sfogliando le pagine si entra nei primi giorni del 2020, quando il mondo iniziava appena a sentire parlare di una misteriosa polmonite comparsa a Wuhan.
Le annotazioni descrivono una corsa contro il tempo.
Ogni giorno cambia qualcosa.
Nuovi casi.
Nuove riunioni.
Telefonate con la Casa Bianca, il CDC, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e alcuni dei più importanti virologi del pianeta.
In quei giorni nessuno ha ancora risposte certe.
Si discute della trasmissione del virus, delle restrizioni ai viaggi, delle quarantene e delle prime misure di contenimento.
Anche il rapporto con Donald Trump appare diverso da come è stato spesso raccontato negli anni successivi: Fauci annota numerosi incontri nei quali il presidente gli chiede direttamente un parere scientifico prima di prendere decisioni.

Fin qui, però, i diari raccontano soprattutto il caos dei primi mesi della pandemia.
Il passaggio che oggi sta facendo discutere arriva qualche pagina dopo.
Una data precisa
È il 31 gennaio 2020.
Fauci riceve una telefonata da Jeremy Farrar e da altri importanti ricercatori internazionali.
La conversazione riguarda una domanda che, ancora oggi, divide scienziati e opinione pubblica.
Da dove è nato il SARS-CoV-2?
Nel diario Fauci annota che alcuni scienziati ritengono necessario approfondire alcune caratteristiche genetiche del virus.
Secondo quanto riportato nelle sue note, alcuni partecipanti sostengono che non si possa escludere, in quella fase iniziale, nemmeno la possibilità di una fuoriuscita accidentale da un laboratorio.
Fauci scrive quindi di aver proposto di riunire rapidamente un gruppo internazionale di esperti per analizzare tutte le evidenze disponibili.
Il giorno successivo quella riunione si tiene davvero.
Vi partecipano alcuni dei maggiori virologi del mondo.
Ma nemmeno tra loro emerge una posizione unitaria.
Alcuni ritengono più probabile un’origine naturale.
Altri sostengono che l’ipotesi del laboratorio non possa essere esclusa senza ulteriori verifiche.
Il dettaglio che riapre il mistero
Per anni il dibattito pubblico si è concentrato su due ipotesi: un salto naturale dagli animali all’uomo oppure un incidente di laboratorio.
I diari di Fauci non dimostrano quale delle due sia corretta.
Non contengono una prova definitiva.
Non risolvono il mistero.
Ma rivelano un particolare che fino a oggi era rimasto dietro le quinte.
Già tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2020, i più autorevoli scienziati coinvolti nella risposta alla pandemia stavano discutendo seriamente anche l’ipotesi di una fuoriuscita accidentale da un laboratorio.
Non come una conclusione.
Non come una certezza.
Ma come una possibilità scientifica che ritenevano abbastanza rilevante da meritare un confronto immediato tra i massimi esperti internazionali. Ed è proprio questo il dettaglio che, a distanza di anni, ha riportato quei diari al centro del dibattito sulle origini del Covid-19.
Aggiornamento: Fauci si avvale del Quinto Emendamento in audizione

Proprio mentre il dibattito sulle origini del virus torna al centro dell’attenzione, arriva un nuovo capitolo. Mercoledì 29 luglio 2026, convocato con un mandato di comparizione dallo stesso senatore Rand Paul, Fauci si è presentato davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato — ma si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda.
«Sotto consiglio dei miei avvocati, mi avvarrò del mio diritto previsto dal Quinto Emendamento della Costituzione», ha dichiarato Fauci in audizione, pur sottolineando il rispetto per il potere legislativo.
Fauci ha inoltre replicato alle accuse di Paul, sostenendo di aver già risposto a domande simili in precedenti testimonianze e accusando il senatore di essere ossessionato dall’idea di vederlo perseguito penalmente.
Il confronto tra i due, che dura ormai da anni, resta dunque apertissimo: i diari non chiudono il caso, e l’audizione di questi giorni lo riapre ulteriormente.





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