Per anni i taxi senza conducente sono sembrati una promessa sempre rimandata, buona per la Silicon Valley ma lontana dalle strade europee. Nell’arco di pochi giorni, ad agosto 2026, due notizie separate — una a Londra, una in Germania — mostrano che la corsa è ufficialmente iniziata anche in Europa. Nessuna delle due, va detto subito, significa “auto senza nessuno a bordo che gira per le città”: la realtà è più cauta, ma comunque storica.
Londra: Uber e Wayve ottengono il primo via libera
Transport for London (TfL), l’authority che regola trasporti e licenze nella capitale britannica, ha concesso a un gruppo di veicoli Wayve — Ford Mustang Mach-E modificate con il sistema di guida autonoma dell’azienda — la licenza di Private Hire Vehicle (PHV), lo stesso tipo di licenza che serve per operare come auto a noleggio con conducente.
È un passaggio tecnico ma decisivo: senza quella licenza, i veicoli non possono legalmente trasportare passeggeri paganti. Con questo via libera, Uber e Wayve possono iniziare le prime corse supervisionate, con un conducente autorizzato sempre presente a bordo e pronto a intervenire — quindi non ancora un servizio davvero “driverless”.
TfL ha approvato le modifiche per un gruppo pilota di massimo 15 veicoli, con licenza valida un anno e monitoraggio continuo. Un portavoce dell’authority ha dichiarato che la sicurezza resta la priorità assoluta, in linea con l’obiettivo Vision Zero di azzerare le vittime sulla strada entro il 2041.
Il numero racconta l’interesse del pubblico: oltre 100.000 londinesi si sono iscritti alla lista d’attesa da quando Uber ha aperto le iscrizioni a giugno. Solo un piccolo gruppo verrà invitato alle prime corse nel corso dell’estate, per raccogliere dati e feedback prima di un lancio più ampio.
Uber non è sola in questa corsa: anche Waymo (Alphabet) sta già testando veicoli autonomi nella capitale britannica, mentre la cinese Baidu, con la sua divisione Apollo Go, ha manifestato ambizioni simili nel Regno Unito. Per ora, però, è Wayve-Uber ad avere il via libera regolatorio più concreto.
Germania: la cinese Momenta ottiene il permesso per tutto il Paese
Quasi in contemporanea, a fine luglio, la società cinese Momenta ha ottenuto dal KBA (Kraftfahrt-Bundesamt, l’autorità federale tedesca per i trasporti) un permesso di test di Livello 4 valido su tutto il territorio nazionale — non solo in una città, ma in tutta la Germania. È una prima assoluta per un’azienda cinese di guida autonoma nel mercato europeo, storicamente tra i più esigenti al mondo per gli standard di omologazione.
Il permesso permette a Momenta di condurre test su strade urbane in tutto il Paese senza dover richiedere autorizzazioni separate città per città, con standard di sicurezza allineati alla normativa dell’Unione Europea. L’azienda punta a un primo dispiegamento del servizio robotaxi a Monaco di Baviera, nell’ambito della sua rete internazionale che include già partnership con Uber, Grab e altre piattaforme di mobilità. Alla notizia, le azioni di Momenta quotate a Hong Kong sono salite di oltre il 10% in giornata.
Perché “Livello 4” non significa ancora “senza conducente in strada”
È qui che serve chiarezza, perché il linguaggio tecnico può creare confusione. Un permesso di test di Livello 4 autorizza un’azienda a sperimentare veicoli capaci — in teoria — di guidare senza intervento umano in condizioni definite. Ma si tratta comunque di un’autorizzazione ai test, non di un’omologazione commerciale definitiva: a oggi, in nessun Paese del mondo esiste un veicolo di Livello 4 pienamente omologato per il trasporto pubblico di passeggeri senza supervisione. Ogni dispiegamento europeo, da Londra a Monaco, funziona ancora dentro cornici sperimentali o pilota.
Cosa cambia, davvero
Le due notizie, prese insieme, segnano un cambio di passo più che una rivoluzione immediata. Fino a poco tempo fa i test di guida autonoma in Europa erano frammentati, limitati a poche strade e soggetti ad autorizzazioni locali complesse. Ora due delle economie più importanti del continente — Regno Unito e Germania — hanno aperto varchi regolatori concreti, seppure ancora vigilati da conducenti di sicurezza o limitati a piccole flotte pilota.
Il prossimo banco di prova sarà la scala: quante città seguiranno l’esempio di Londra e Monaco, e quanto tempo servirà prima che “supervisionato” diventi davvero “autonomo”.
Immagine di copertina: Waymo self-driving car, foto di Grendelkhan / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
Fonti
Zag Daily, “Uber and Wayve get TfL approval for supervised robotaxi service in London”, 5 agosto 2026. Leggi l’articolo
DigiTimes, “China’s Momenta wins nationwide Level 4 testing permit in Germany, widening robotaxi race”. Leggi l’articolo
CnEVPost, “Momenta cleared to test robotaxis across Germany as Uber ups its stake”, 29 luglio 2026. Leggi l’articolo
Automotive World, “Momenta wins Germany-wide level 4 testing approval”. Leggi l’articolo





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